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I CANI DA RICERCA IN SUPERFICIE

I cani non sono solo compagni di gioco e di vita, ma anche una risorsa insostituibile per la ricerca, la salvaguardia e il soccorso. I nostri amici della Federazione Italiana Cani da Soccorso ci hanno fatto avvicinare a questo mondo meraviglioso e ci siamo ripromessi di cercare di farlo conoscere quanto più anche tra chi non è del settore. L’ultima volta vi abbiamo presentato il ruolo degli umani nella preparazione dei cani da soccorso, oggi, invece, ci concentriamo su quello dei cani da ricerca in superficie.

I cani da soccorso, per poter svolgere al meglio questo lavoro, devono essere molto equilibrati, sicuri, senza caratteristiche estreme, molto intelligenti, curiosi e reattivi in giusta misura. Oltre a questo devono essere anche socievoli e capaci di stare in mezzo alle persone.

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Non esiste una razza idonea, di solito vengono impiegati quei cani di stazza media, che sono in grado di muoversi con facilità. Le più utilizzate per la ricerca in superficie sono quelle da pastore: pastore tedesco, pastore belga, collie, border collie, bovaro delle fiandre e altre, come i retriever; tuttavia anche i meticci non troppo piccoli (altrimenti non sarebbero in grado di sopportare la fatica) si dimostrano abili ricercatori. L’aspetto che più conta è avere un ottimo rapporto con il proprio conduttore!

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Come si lavora col cane da ricerca di persone disperse in superficie?

La ricerca in superficie solitamente si svolge in ambienti difficili, spesso montani, per tempi anche abbastanza lunghi, in ogni condizione climatica e meteorologica. Si differenzia dalla ricerca in valanga, macerie oppure nautica. Per quest’ultima, ad esempio, i cani sfruttano molto la vista, oltre che l’olfatto.

Il cane viene addestrato a fiutare le tracce lasciate sul terreno o nell’aria dalla persona (spesso lo si vede con il naso all’insù proprio per percepire il “cono d’odore” che emana il disperso) e a muoversi autonomamente nell’area in modo da perlustrare e intercettare le particelle di odore; tendenzialmente si muove a zig-zag in modo da coprire più superficie possibile. Allo stesso tempo il conduttore deve avere sempre tutto sotto controllo, sapendo dove il cane ha lavorato e dove inviarlo nel caso non tutte le zone siano state ispezionate.  Per questo motivo il conduttore deve  avere delle nozioni di orientamento e cartografia o  essere dotato di GPS, ovviamente sempre più utilizzato durante gli interventi.

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Il metodo utilizzato per preparare il cane alla ricerca è basato sul gioco e sul rinforzo positivo (condizionamento), ovvero ogni volta che il quadrupede esegue correttamente il comportamento desiderato, viene premiato.

Durante le prime esercitazioni si fa nascondere il conduttore a pochissima distanza, mentre un’altra persona guida il peloso nella ricerca. Una volta che il cane ha ritrovato il suo conduttore comincia ad abbaiare, per segnalare di aver scovato il disperso, così viene abbondantemente ricompensato con cibo, carezze e giochi. Il fatto che il cane associ il ritrovamento con il premio, rappresenta la base di partenza per la buona riuscita di tutto l’addestramento.

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Dopo questa prima fase, si allungano la distanza e la complessità della ricerca, si inseriscono disturbi, altre persone, come i figuranti, fino a lavorare e fare esercitazioni con altri gruppi.

La presenza del cane nelle ricerche è davvero fondamentale perché permette di mettere in salvo anche più persone contemporaneamente, riducendo i tempi di intervento e garantendo anche maggior sicurezza!

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La prossima volta vi parleremo degli altri cani eroi, ossia quelli da ricerca su macerie, continuate a seguirci.

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