LO SBADIGLIO DEGLI ANIMALI: PIÙ È LUNGO, PIÙ SONO INTELLIGENTI?

Gli animali hanno spesso dei comportamenti che li avvicinano agli umani. Anche loro, ad esempio, sbadigliano. Una recente ricerca ha scoperto che lo sbadiglio degli animali è collegato alle dimensioni del cervello.

Lo sbadiglio è un gesto semplice, che, tuttavia, nel mondo animale, è ancora poco conosciuto. Uno studio recente, pubblicato sulla rivista Communications Biology e condotto da un team internazionale di scienziati, ha dimostrato che esiste una correlazione tra la durata dello sbadiglio degli animali e la grandezza del loro cervello.

Lo sbadiglio degli animali

Sbadigliare è un’azione semi-automatica che accomuna esseri umani e specie animali. Lo sbadiglio degli animali può essere di due tipi, contagioso o spontaneo: anche i mammiferi sbadigliano in risposta l’uno all’altro. Tale azione li porta ad entrare in particolare sintonia e a coordinarsi nei movimenti, incrementando, nel caso dei branchi, il livello di consapevolezza collettiva. Ciò potrebbe significare che lo sbadiglio degli animali è regolato dall’empatia, così come accade tra gli uomini.
Lo sbadiglio spontaneo, invece, è più frequente quando gli animali sono rilassati o si trovano nella fase di transizione tra sonno e veglia. Incrementa il flusso sanguigno e ossigena il cervello, ha, quindi, una funzione fisiologica.

Più è lungo lo sbadiglio degli animali, più è grande il cervello

Si sa ancora poco sullo sbadiglio degli animali, per questo la scienza è sempre al lavoro per dare una risposta definitiva al fenomeno che accomuna uomini e animali.
La ricerca che ha scoperto una correlazione tra la durata dello sbadiglio e la grandezza del cervello è stata condotta all’interno di alcuni zoo, dove gli scienziati hanno osservato gli animali mentre sbadigliavano. È stato esaminato un campione di 55 specie di mammiferi e 46 di uccelli, per un totale di 1300 sbadigli. Il tempo di apertura della bocca è stato messo in relazione con le caratteristiche neurologiche dei diversi animali.

I dati hanno dimostrato che, a prescindere dalle dimensioni degli animali, la durata dello sbadiglio è proporzionale al numero di neuroni. Sbadigliare, infatti, sarebbe un modo per “raffreddare” i neuroni e avrebbe funzione di termoregolazione. Gli uccelli, ad esempio, hanno una temperatura corporea più alta dei mammiferi, quindi il loro sbadiglio è più corto, perché necessitano di meno aria per raffreddarsi.
La durata dello sbadiglio degli animali, tuttavia, non ha apparenti collegamenti con il loro grado di intelligenza, anche se favorisce la concentrazione.

Non è detto, quindi, che gli animali con lo sbadiglio più lungo siano più intelligenti. È dimostrato scientificamente, invece, che chi sbadiglia più a lungo ha un cervello più grande che necessita di essere maggiormente “raffreddato”.